Nella genesi Dio crea il mondo in sei giorni poi si riposa il settimo giorno, lo benedice e lo santifica. Forma il primo uomo dalla polvere, Adamo e poi crea la prima donna, Eva, plasmandola dal corpo dell’uomo. Mette entrambi a vivere nel giardino dell’Eden, comandando loro di nutrirsi liberamente dei frutti di tutti gli alberi presenti, tranne l’albero della conoscenza del bene e del male. I due, tentati dal serpente che prospetta loro l’apertura degli occhi e il diventare come Dio, conoscitori del bene e del male, coglieranno il frutto dell’albero proibito. Eva, per prima allettata da questa tentazione, offre la mela ad Adamo e i due la mangiano. Dio condanna prima di tutto il serpente; la punizione della donna la tocca nella sua duplice qualità di madre e di moglie. Anche l’uomo è condannato, anzitutto nel suo rapporto con la terra che diventa una nemica. La più aspra conseguenza del peccato è la morte, che sancisce la rottura del rapporto con Dio. Il mondo, perfetta architettura, resta nelle mani dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di quell’esperto architetto che tutto ha creato.


Oggi l’uomo è quotidianamente attaccato dal caos delle sue città, dalle ideologie protestatarie dei figli, dal loro atteggiamento ribelle nei confronti di istituzioni restrittive (scuola, religione, sesso, famiglia, autorità...), alienato da una tecnologia da lui creata che lo sovrasta, che ne anticipa ogni previsione, e che tuttavia lui separa dalle sue dirette responsabilità. I mass-media gli rovesciano velocemente, in ogni momento, una valanga d’informazioni, notizie e immagini. Questo rende assai difficile il vaglio della coscienza attraverso cui accettarli come fatti ed eventi che abbiano una ragione d’essere e dare loro il ruolo non solo di stimoli informativi ma dati di una realtà ai quali dare giudizi etici, estetici, di scelte, di valore. I telegiornali sono bollettini di guerra cui fanno da corollario le notizie di cronaca nera, tanto più sconcertanti giacché si indulge con accanimento morboso alla spettacolarizzazione dei fatti di cronaca, che appassionano come se fossero finzione. Lo stesso vale per alcuni programmi nei quali s’inscenano farse e tragedie domestiche, drammi, relazioni che strumentalizzano le persone istigandole a dare il peggio di se. Ne consegue tra l’altro il rischio, in fasce d’età particolarmente più esposte come quella adolescenziale, di identificarsi con modelli negativi sui quali proiettare la propria rabbia e la propria smania di ribellione. La civiltà contemporanea è caratterizzata da un desiderio e da un bisogno di protagonismo, particolarmente evidente tra i giovani che desiderano essere protagonisti ed esistere finalmente, dopo una vita caratterizzata dal vuoto esistenziale, dalla noia, dal niente, e i modelli di riferimento sono personaggi e non persone.


Paolo Gagliardi


“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”. (Gandhi)

7GIORNI

27 giugno 2014 ore 21,00

Teatro Auditorium Unical (Arcavacata - Cosenza)


coreografie  PAOLO GAGLIARDI, HELENA GOSLING

recitazione BARBARA BRUNI, ANTONIO CONTI

canto CARMINE REDA

codocente danza classica CONCETTA BARILLARO assistente docente SABRINA BARBIERI

con gli allievi di DANCE PROJECT

le diplomande NOEMI FALVO, ELENA MORRONE, BENEDETTA MOSCARITOLO, ALESSIA PIETRAMALA, FRANCESCA RICCI, VERONICA VIEYTES

e la partecipazione di BARBARA BRUNI, ANTONIO CONTI, PAOLO GAGLIARDI, CARMINE REDA