NOTE DI REGIA


“L’infanzia è segnata da suoni, odori, immagini, prima che incominci l’età oscura della ragione”


(JOHN BETJEMAN) L’infanzia è il tema scelto per gli spettacoli di fine anno accademico 2010/2011. Rispetto alla visione convenzionale del mondo, quella degli adulti, Alice desidera un altro punto di vista, un paese delle meraviglie dove tutto è rovesciato, dove la logica è l’anologia e il rigore e il paradosso, dove l’alto e il basso, il piccolo e il grande si invertono e si corrispondono. Per entrare nella porta di questa dimensione ulteriore la protagonista diventa piccolissima, poi gigantesca, poi di nuovo minuscola. Diventare grandi significa diventare adulti, sé stessi. Ma qual è la grandezza giusta? Come fare a diventare grandi senza essere chiusi, giudicati e aridi? Come fare a rimanere piccoli senza essere sopraffatti dal vasto mondo interiore degli archetipi e delle verità paradossali? Anche per affrontare l’incommensurabile tragedia e l’infinita disumanità dell’Olocausto, uno dei punti di vista privilegiati è lo sguardo infantile. Il candore e l’innocenza dei bambini è il solo in grado di contrapporsi all’oscurità senza fine di un mondo adulto degenerato. Bruno riesce a fronteggiare il male, ergendo a schermo la propria innocenza e fantasia. La sua innocenza non gli consente d’immaginare neanche lontanamente la malvagità degli adulti. Egli non appare né come un martire né come un eroe, solo un bambino, che sembrava nato dalla parte del più forte. Invece tutti i bambini solo uguali nella loro innocenza e spesso in pericolo proprio per i raggiri degli adulti. Pagine di storia vera, meravigliosamente ricomposte come una fiaba da narrare alle generazioni più giovani, per regalare loro la coscienza degli errori passati in modo che sappiano schivare quelli futuri.


Alice si sta annoiando seduta all’aperto, quando vede un Bianconiglio che guarda l’orologio e parlotta fra sè. Lo segue giù per una tana di coniglio molto profonda e finisce sottoterra, in una saletta con una porticina chiusa a chiave che conduce ad un bel giardino. Alice mangia e beve cose che le fanno cambiare di dimensione, però non riesce ad attraversare la porticina ed entrare nel giardino. Piange di frustrazione e si ritrova a nuotare in un mare fatto delle sue stesse lacrime. Nel mare, incontra molte creature, fra cui un Topo. Le creature e Alice riescono ad uscire dal mare e ad asciugarsi, ma Alice viene subito lasciata sola. Alice trova la casa del Bianconiglio e ridiventa grande bevendo uno strano liquido. Spaventa il coniglio ed i suoi vicini e ridiventa molto piccola sventolandosi con un ventaglio. Poi Alice incontra un Bruco che sta fumando la hookah. Il Bruco informa Alice che mangiare da una parte del fungo su cui è seduto la farà crescere, ma mangiare dall’altra parte la farà rimpicciolire. Alice sta ancora provando a diventare della misura giusta per raggiungere il giardino. Arriva ad una casetta nel bosco, dove risiedono una Duchessa e il suo Gatto del Cheshire. il Gatto del Cheshire, sogghigna ad Alice, e le raccommanda di visitare il Cappellaio Matto o la Lepre Marzolina. Alice va a casa della Lepre Marzolina, dove è in corso una festa. Alice si siede a tavola con la Lepre e il Cappellaio. Se ne stanca presto, così se ne va. Nel giardino trova tre giardinieri che stanno dipingendo di rosso delle rose bianche. Hanno paura che la Regina di Cuori tagli loro la testa. Ad un tratto appare la Regina di Cuori con il suo seguito di carte da gioco e di cortigiani. la Regina invita Alice a giocare a croquet, e Alice prende parte ad un gioco molto singolare. Dopo la partita inizia un processo in cui il Fante di Cuori è accusato di aver rubato le torte della Regina. Alice è scandalizzata dall’ingiustizia del procedere della corte e provoca la Regina, che ordina anche la sua esecuzione. Alice dice alla corte ed ai giurati che non sono nient’altro che un mazzo di carte, ed essi si alzano per attaccarla. A questo punto, Alice si rende conto di aver dormito per un bel po’ di tempo in grembo a sua sorella. Le racconta del suo sogno meraviglioso e poi rientra per il the. La sorella è rapita dal sogno ed immagina Alice da grande, conservando intatto il suo senso infantile del meraviglioso.

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

liberamente tratto dal libro di Lewis Carrol


20 giugno 2011- teatro A. RENDANO (Cosenza)