Ideazione e regia Paolo Gagliardi; coreografie Paolo Gagliardi ed Helena Gosling; assistenti insegnanti Francesca Bartucci e Anna Laura Orrico; canto Olga Rovito; recitazione Susanne Volpentesta; acconciature Rosa Di Puppo; luci e fonia Gino e Fabio Bartoletti; scene Rubinacci (Napoli), Adele Caputo (Cosenza); Foto Francesco Rimoli; riprese video Orma Video Production;


I greci raccontavano sotto forma di mito che un giorno Fetonte, figlio del Sole, dopo aver aggiogato il carro del padre, poichè non era capace di guidarlo, incendiò tutto quel che c'era sulla terra. In realtà si tratta della deviazione dei corpi celesti che girano intorno alla terra e che determina in lunghi intervalli di tempo la distruzione, mediante una grande quantità di fuoco, di tutto ciò che è sulla terra. Tale mito sta a significare quanto sia ciclico il ripresentarsi di fenomeni naturali quali terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, che cancellano completamente le civiltà esistenti prima. Dietro tali fenomeni si può leggere anche un disegno divino ed in questo senso tali fenomeni diventano delle vere e proprie punizioni. Un tempo gli dei guidati da Zeus si divisero a sorte tutta quanta la terra e dopo esservi stabiliti, ci allevarono beni propri e proprie creature. Poseidone, che aveva ricevuto in sorte l'isola di Atlantide, vi giunse con la sua schiera di Nereidi e Tritoni e si accoppiò con una donna mortale di nome Clito. Egli stabilì ad Atlantide i propri figli, cinque coppie di gemelli. Fortificò l’isola formando cinte di mare e di terra e dopo averla divisa in dieci parti, a ciascun figlio diede potere su un gran numero di uomini e su un vasto territorio. Abbellì  l'isola come può un dio, facendo scaturire dalla terra due sorgenti di acqua, una che sgorgava calda dalla fonte, l'altra fredda, ognuna straordinariamente adatta all'uso per la gradevolezza e la virtù delle acque.  Metalli preziosi venivano estratti dalle miniere, oro, argento e quello più prezioso di tutti del quale oggi si conosce solo il nome, l'oricalco. La terra produceva tutte le essenze profumate di radici, di germoglio, di legni, di succhi trasudanti da fiori  e nutriva poi a sufficienza animali domestici e selvaggi. Ciascuno dei dieci re esercitava il comando nella propria parte, ma il potere che avevano l’uno sull’altro e i rapporti reciproci erano regolati dalle prescrizioni di Poseidone, così come li avevano tramandati le lettere incise dai primi re su una stele di oricalco che era posta nel santuario di Poseidone, dove si riunivano. In tali adunanze deliberavano degli affari comuni, esaminavano se qualcuno avesse trasgredito qualche legge e formulavano il giudizio secondo il seguente rituale:  Dei tori venivano lasciati liberi e i re davano inizio alla caccia. Il toro catturato, lo conducevano davanti alla colonna e lì, sulla cima di questa, lo sgozzavano proprio sopra l'iscrizione, offrendolo in sacrificio al dio. Sulla stele, oltre alte leggi, v'era inciso un giuramento che lanciava terribili anatemi contro i trasgressori. Così, compiuti i sacrifici giuravano di non trasgredire nessuna delle norme dell’iscrizione. I canali e il porto maggiore dell’isola pullulavano di imbarcazioni e di mercanti che giungevano da ogni parte attratti anche dai frutti che l'isola sacra offriva, belli e meravigliosi, in una abbondanza senza fine, per il nutrimento dei suoi abitanti, quali uva, grano, cereali e mele. Per molte generazioni, finchè fu abbastanza forte in loro la natura divina, gli atlantidi restarono obbedienti alle leggi, stimando poca cosa i beni che avevano a disposizione. Quando però la parte di divino venne estinguendosi in loro e il carattere umano ebbe il sopravvento allora, ormai incapaci di sostenere adeguatamente il carico del benessere di cui disponevano, si diedero a comportamenti sconvenienti; a chi era capace di vedere apparivano laidi, perchè avevano perduto i più belli tra i beni più preziosi, mentre agli occhi di coloro che non avevano la capacità di discernere la vera vita che porta alla felicità allora soprattutto apparivano bellissimi e beati, pieni di ingiusta bramosia e di potenza. Tuttavia il dio degli dei, Zeus, che governa secondo le leggi, poichè poteva vedere simili cose, avendo compreso che questa stirpe giusta stava degenerando verso uno stato miserevole, convocò tutti gli dei  e volle infliggere a quegli uomini una punizione affinchè, ricondotti alla ragione, divenissero più moderati.

ATLANTIDE

20 giugno 2004 - teatro A. Rendano (Cosenza)