LE BACCANTI è la storia di Dioniso, dio dell’ebbrezza, del vino, della goliardia, nato dallo stupro di Zeus alla tebana Semele, morta nel darlo alla luce e considerato una divinità minore da suo cugino Penteo, re di Tebe, che lo esclude da preghiere e libagioni. Per dimostrare la sua grandezza il dio induce alla follia le donne della città che iniziano misteriosi riti fatti di danza e caccia sui monti. Il re è disgustato e allo stesso tempo affascinato da ciò che accade e Dioniso gli concede di assistere, travestito da donna, ai rituali femminili. Si scopre presto che quella del dio non è bontà ma desiderio di vendetta: Penteo viene infatti scoperto e fatto a pezzi dalle donne tra cui sua madre Agave che rinsavita si accorge di aver ucciso brutalmente il figlio. Nietzsche diceva che la vita era istintività, sensualità, caos e irrazionalità e per questo vedeva in Dioniso la perfetta metafora dell'esistenza. Ciò che rende vivo è infatti qualcosa di misterioso, che sembra riguardare da vicino quell'energia priva di qualsiasi prevedibilità che è la fonte prima a cui attinge ogni cosa animata. Dioniso oltre a essere il dio dell'uva e del vino, nume tutelare dell'ebrezza e della perdita della ragione, è anche il dio della vegetazione, la cui rigogliosità si spinge ovunque le sia permesso spingersi, nonché della fertilità, il principio per cui si genera la vita.  La danza dionisiaca, danza dell’istinto e delle emozioni, rivela la nudità totale di quello che accade nel corpo, dal piacere al dolore. Non è la danza della morale e non obbedisce a regole esterne a se stessa. E’ la danza delle emozioni espresse con la più completa nudità di gesti e di forme del corpo. Nel simbolismo antico la veste era ‘immagine’ del corpo nella sua relazione con l’anima, Porfirio, ad esempio, dice: “Certamente per l’anima il corpo da cui è vestita è una tunica” e anche nel cristianesimo si parla del corpo come della “nostra veste di carne”. Dioniso è un dio di sesso maschile ma dall’indole profondamente femminile e il suo scontro con Penteo è uno scontro tra maschile e femminile, il razionale che governa l’irrazionale “come - diceva Freud - un cavaliere che deve domare la prepotente forza del cavallo”. In un mondo dove impera il giudizio, la competizione e purtroppo a volte una spietata aggressività tra “maschile” e “femminile”, in svariate forme sia fisiche che psicologiche, la memoria di un antico mito greco può fare riscoprire sentimenti, emozioni, atmosfere di una possibile armonia tra le nostre profonde parti maschili e femminili, e ricordarci che quando questa manca, quando una parte predomina a totale discapito dell’altra, le conseguenze sono negative.

BAKXAI

27 Giugno 2018 - teatro Auditorium Unical (Arcavacata-Cosenza)


coreografie: Paolo Gagliardi, Helena Gosling, Luca Castellano, Marco Savaglia

teatro: Barbara Bruni, Antonio Conti

canto: Carmine Reda