Regia: Antonio Conti

Coreografie: Paolo Gagliardi

Assistente alla regia: Barbara Bruni


Personaggi/interpreti:

Barabba/Antonio De Rose

Lucio/Graziano Cipolla, Danilo Aiello

Daniele/Antonio Gelsomino, Marco Pascuzzo

Bartimeo/Silvio Stellato

Luisa/Chiara Colangelo, Barbara Bruni

Saicosè/Achille Veltri, Paolo Gagliardi

Elena/Carmela De Marte, Federica Pizzuti

Ricco Mercante/Carmine Reda

Salomè/Emiliana Carnevale

Zeloti, Fariisei, Popolo, Soldati (Corpo di ballo)/Francesca Bartucci, Orlando Capitano, Valentina Critandi, Rossella Greco, Margaret Ivanyuk, Francesco Lappano, Ilaria Prete, Cristina Reda, Simona Manna, Giada Mazzuca, Daniel Iuele.


con la partecipazione in video di

Giovanni Turco/erode, Marco Silani/Pilato


Voci registrate/Antonella Calabrese, Doriana Macrì, Daniele Moraca, Gabriella Palange, Piero Sabato, Pippo Tocci, Andrea De Iacovo, Maria Rugiero


Addetto stampa/Adele Filice

Scenografie/Immagine costruzione

Costumi/malizia Company

Video/Pixel Audio Visual

Disegno Luci/Paolo Carbone

Trucco/Claudia Garofalo

Acconciature/Cristina Garofalo

Sartoria/Emilia Moldovan

Arrangiamenti e registrazioni/Sound & Sound Record

teatro di posa/Teatro dell’Acquario



Origine, Evoluzione, Notizie, Retroscena, Note tecniche

Tutto quello che non è mai stato detto e scritto sul musical dell’anno


OGGI IL LAVORO CONTINUA. SUL PALCO….


La scelta di continuare a proporre Barabba il musical, con una serie di repliche che si spera numerose e che prendono l’avvio il 30 dicembre al Teatro Morelli, è frutto della volontà di continuare a promuovere e diffondere  uno spettacolo che ha visto impegnati in sforzi enormi il cast artistico e quello tecnico, cementati dalla convinzione della forte validità dell’opera.

Il singolare affiatamento tra il regista Antonio Conti e il coreografo Paolo Gagliardi, che sin dall’inizio hanno lavorato in assoluta sintonia, ha fatto sì che questa riproposizione sia oggi contrassegnata da una grande novità: oggi, Barabba, il musical, si presenta come lo spettacolo teatrale di Bruzia Ballet, la compagnia ufficiale dell’evento, che crede fortemente nel valore assoluto dell’opera e nei diversi valori specifici. Primo tra questi, il valore artistico poiché le professionalità coinvolte sono tra le più significative e promettenti del panorama regionale e non solo; poi, il valore pedagogico poiché, al di là di una impegnativa messa in scena che si traduce in numerosi e diversi momenti d’arte, sono tanti gli insegnamenti che si possono trarre dalla trasposizione artistica della storia biblica, alla luce di una considerazione impegnativa nella sua semplicità: dalla più remota antichità ad oggi, passando per il momento storico dell’incarnazione umana del Cristo, i sentimenti basilari che spingono l’umanità all’azione sono, in sostanza, sempre uguali: l’ossequio al potere, la seduzione che esercitano ricchezza e sensi, la facilità del sentire comune nel giudicare e condannare, la facilità con cui si imbocca la strada della violenza e la scarsa considerazione di cui sono fatti oggetto i semplici, i puri di cuore, i poveri e gli oppressi. I contrasti dei sentimenti sono sempre forti e battaglie molto impegnative devono essere ingaggiate affinché possano prevalere la volontà di adoperarsi con la forza della parola e dell’amore, la difficile scelta di comprendere e giustificare, l’anelito sempre più spesso disatteso da parte dell’Uomo, creatura divina, di riflettere la luce del Creatore. La figura di Barabba, dunque, incarna la possibilità di cambiamento e di salvezza che è data ad ogni essere umano.

A tutto ciò, è doveroso sommare il valore aggiunto della calabresità poiché tutto, in questo grande spettacolo, dall’inizio alla fine, è rigoroso frutto dell’intelligenza, della creatività, dell’impegno, del senso artistico e della passione calabresi.


… E DIETRO LE QUINTE. STORIA, SCELTE REGISTICHE, SCENOGRAFICHE E COREOGRAFICHE

(ovvero tutto quello che avreste voluto sapere…)


Il valore artistico e la complessità delle espressioni utilizzate per la messa in scena di Barabba, il musical hanno origine da una serie di scelte registiche, scenografiche e coreografiche che fanno della trasposizione scenica un “prodotto” ben diverso da quello previsto dal testo originale.

La Storia, in estrema sintesi, è quella di Barabba, capo degli zeloti ed assassino, il quale, durante una sommossa antiromana, viene imprigionato e condannato a morte insieme ad altri due compagni. Durante quella che pensa debba essere la sua ultima notte di vita in carcere, egli ricorda e racconta tutta la sua vita, ripercorrendone tutte le tappe, con una narrazione appassionata, dolorosa e piena di pathos. Tra un flashback e l’altro, sulla scena agiscono tre personaggi, che incarnano la semplicità e la purezza di cuore, i quali con la loro presenza allegra, gioiosa ed ironica, stemperano sapientemente – quasi secondo le regole di manzoniana memoria – l’atmosfera del ricordo-racconto quando questa è diventata più cupa e dolorosa.

Per rimarcare, con forza, le diverse situazioni che si svolgono, sulla scena è presente un corpo di ballo che conferisce una potente forza espressiva ai sentimenti collettivi (ribellione, riprovazione, condivisione degli stati d’animo con i vari protagonisti che si alternano sulla scena); in tal modo, alcuni “personaggi danzanti”, finiscono col diventare un prezioso, speculare doppio dei “personaggi recitanti”.

Di grande effetto visivo e di significati è la scelta registico-scenografica delle impalcature che, di volta in volta,  nella loro scheletrica e scarna presenza rappresentano le croci, le prigioni, il Sinedrio, il Muro del pianto, il Sepolcro e dove gli artisti sono impegnati in sorprendenti movimenti coreografici.

Per quanto riguarda la particolare scelta dei costumi, come ha affermato efficacemente il regista, essi “più che vestire i personaggi, vestono le emozioni” e, dunque, da qui la scelta semantica e cromatica dei colori decisi che rappresentano i sentimenti più radicati e le emozioni più forti dell’umanità.

Non mancano efficaci riferimenti allegorici e simbolici al potere – politico e mediatico -  e, a tal proposito, diventa semanticamente significativa la “presenza” in video di Erode e Pilato che, nel contestualizzare un preciso periodo storico, diventano altresì simboli di due poteri politici contrapposti (il nazismo e il comunismo) che hanno segnato gran parte della più recente storia della società occidentale, e non solo.

Un cenno a parte meritano le sequenze video, in particolare quelle che chiudono lo spettacolo, dove un’ideale carrellata di “umanità salvata” e “umanità da salvare” esplicita e rimarca con la forza delle immagini il messaggio dell’opera: Barabba l’assassino è stato salvato (degna di nota è la sua ultima immagine in cui la salvezza si manifesta e si concretizza nell’assenza dell’orribile cicatrice che lo ha sfigurato in vita) e come lui, può esserlo l’umanità intera.

Un messaggio di speranza, dunque, che s’intreccia ad un messaggio d’amore insinuante  e pervasivo, personificato nei semplici e puri di cuore - Luisa, Bartimeo e Saicosè - i quali, con autenticità (Bartimeo che nella sua cecità, fino a quando non sarà miracolosamente guarito da Gesù,  crede solo a ciò che ode e tocca); forza amorosa (Luisa che abbraccia costantemente il pupazzo di stoffa-figlio, senza rinunciare, un giorno a diventare davvero madre ed essere riaccolta dal marito che l’ha ripudiata per la sua incapacità a procreare) e semplicità (Saicosè che non capisce le parole difficili e si commuove al pensiero di Gesù che ha preso in mano i suoi granelli di sabbia del deserto per raccontare l’ennesima parabola) simboleggiano la numerosa collettività del mondo, pura e fiduciosa, credente nel potere dell’amore predicato ed esercitato dal Cristo. E sono proprio questi granelli di sabbia che chiudono, negli intenti registici, il sipario, a ricordare la fragilità e la fine ultima dell’uomo, nel tempo stesso in cui si fanno materia allegra e contagiosa che rammenta e sottolinea come “la felicità si può raggiungere e godere solo attraverso l’esercizio del potere dello spirito”.


LE DIVERSE “LETTURE” DI BARABBA IL MUSICAL

Negli intenti dell‘autore dei testi Dino Garrafa, l’umanità comune e condivisa fra Gesù e Barabba si esplicita nell’impegno che entrambi profondono per la costruzione di un mondo migliore, anche se i metodi e i percorsi sono profondamente differenti e seguono, in parallelo, la forza del pensiero e della parola del predicato cristiano contro la violenza, la ribellione, la delinquenza dell’operato di Barabba.

Il regista Antonio Conti, per la sua personale lettura registica prende spunto dalla teoria del prof. David Donnini, che postula una “straordinaria quanto sconvolgente concezione, basata sul << Novum Testamentum Graece et Latinae>> a cura di A. Merk, Istituto Biblico Pontificio, Roma 1933>>”. Secondo tale teoria, per una certa analogia di nomi e significati, (in aramaico bar Abba significa il figlio del Padre, appellativo della liturgia latina usato per indicare Gesù il Messia) Gesù potrebbe essere Barabba e Barabba Gesù. Ma, sempre secondo la concezione registica, dal momento che “la Bibbia è innanzitutto un atto di fede e come tale va vissuta”, la verità fondamentale è che Barabba, prima di essere qualunque altra cosa, assassino, ribelle, patriota violento e quant’altro, è un Uomo e come tale assurge a paradigma vivente delle umane contraddizioni - costantemente sospeso tra Bene e Male, tra Violenza ed Amore - e si erge – simbolicamente ambivalente e speculare – a rappresentare la sovrapposizione con la figura di Gesù, per cui essi, entrambi “uomini”, operano sulla terra con una missione da compiere per l’intera umanità: da una parte “il salvare”, dall’altra, “l’essere salvato”.

La lettura particolare del coreografo, Paolo Gagliardi, che coinvolge nel lavoro figure prevalentemente femminili, rimarca invece una storia del dolore dell’umanità che aderisce , fino a sovrapporsi, alla storia del dolore delle donne, giacché esse, in quanto madri, mogli, sorelle hanno pagato e pagano ancora oggi il prezzo maggiore imposto dal Male, non solo in ordine alla violenza, ma anche al pregiudizio, alla cultura, alle credenze religiose ai retaggi, spesso crudeli, imposti dalla tradizione.


PROMEMORIA


Dino Garrafa e Paolo Scarpino, autori teatrali, musicisti ed arrangiatori inaugurano il filone artistico di ispirazione biblica con “Terre Lontane, il miracolo del perdono”, la commedia musicale che prende spunto dalla parabola del figliol prodigo. La messa in scena è a cura dell’associazione C.A.S.T. Artisti Senza Frontiere, che coinvolge nella collaborazione la comunità di recupero dalle tossicodipendenze Regina Pacis, i cui ospiti, volontari, compongono il cast della commedia musicale.


Come nasce, si costruisce e si realizza Barabba il musical


Dopo “Terre Lontane, il miracolo del perdono”, fa seguito “Barabba il musical”, lo spettacolo teatrale, incentrato sulla figura del ribelle omicida, che vuole porre l’accento sulla complessità dell’animo e delle azioni umane, anche le più negative, affinché nessun uomo, per pregiudizio o pretesa moralità, possa sbrigativamente giudicare, e peggio condannare, un altro uomo anche se malfattore, ladro, ribelle o assassino che sia.

L’obiettivo che lo spettacolo si pone è il sostegno alla campagna internazionale contro la pena di morte, promossa da Amnesty International.

Per quanto riguarda l’aspetto squisitamente tecnico-professionale, Barabba il musical è un prodotto artistico nuovo rispetto al precedente, realizzato con professionisti e professionalità che possono assicurare un ciclo vitale duraturo al lavoro.

La sua costruzione è complessa poiché, nell’insieme, la rappresentazione si avvale di diversi contributi che spaziano dalla recitazione al canto, al ballo e ad inserti in video. Ai numerosi provini per la scelta del cast seguono uno stage e poi i diversi laboratori di canto, recitazione e ballo. Nello spettacolo sono coinvolti numerosi e famosi professionisti calabresi mentre il corpo di ballo del musical è quello di Bruzia Ballet, diretto dal maestro Paolo Gagliardi. Gli artisti in tutto sono più di venti  tra attori, cantanti e ballerini mentre i tecnici sono oltre una diecina. Il 5 e 6 giugno hanno luogo le prime due rappresentazioni in prima nazionale, presso il cineteatro Garden di Rende, Cosenza, accolte da un pubblico entusiasta e caloroso.

BARABBA IL MUSICAL


Teatro Garden (Rende) 5 e 6/06/2008

Teatro Morelli (Cosenza) 30/12/2008

Teatro A.Rendano (Cosenza) 22/04/2009

Teatro Morelli (Cosenza) 24/02/2010

Teatro Greco (Roma) 11/10/2010

Teatro Morelli (Cosenza) 16/11/2010