Il flauto magico è un opera in due atti composta nel 1791 da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Emanuel Schikaneder. L’opera è in forma di Singspiel, una forma popolare tedesca che includeva accanto al canto anche dialoghi parlarti. Mozart e Schikaneder erano massoni per cui l’opera è pregna di allusioni a riti massonici, tra cui il più evidente è il numero tre, il numero sacro per la massoneria. L’Opera inizia con tre potenti accordi, ripetuti tre volte, in cui predomina il solenne colore di tre tromboni; ed ancora tre damigelle, tre geni, tre Templi (Natura, Ragione e Saggezza) e tre le prove che Tamino deve superare per purificarsi. Ma “il flauto magico” non era un’opera misteriosa, scritta per una ristretta cerchia di iniziati, ma era destinata ad un pubblico più vasto possibile. L’Opera, nel proporre i grandi sentimenti di umanità, di bontà, di fratellanza, è pervasa da simbolismi che riflettono i canoni del pensiero massonico: la contrapposizione uomo-donna, luce-tenebre, bene-male, cielo-terra, fuoco-acqua. La vicenda racconta però anche lo sviluppo di un individuo che, da giovane, ignorante e debole che ra, diventa saggio, sapiente e uomo attraverso la scoperta dell’amore e il superamento di varie prove iniziatiche. Durante questo percorso formativo, il giudizio di Tamino sui due Regni nemici si capovolge: il bene, inizialmente identificato con il Regno lunare della Regina della notte in quanto vittima del rapimento della figlia condotto da Sarastro, finirà per essere identificato nel Regno solare di quest’ultimo, inizialmente giudicato come malvagio. Nel Regno di Sarastro, Tamino troverà ragione e saggezza. Si scoprono così le buone intenzioni di Sarastro nel portare a sè Pamina, non togliendole libertà ma sottraendola con intento protettivo alla malvagia madre odne poterla destinare al giovane predestinato ed eroe della vicenda, ovvero lo stesso Tamino. Per i principi che affronta, l’opera può essere considerata universale e per questo motivo la musica e il canto originale di Mozart sono stati contaminati con musiche contemporanee, che danno alle vicende una dimensione atemporale. All’opera è aggiunto un prologo in cui Sarastro, come una sorta di cerimoniere delle vicende, dà inizio alla storia.

IL FLAUTO MAGICO

Martedi 25 giugno 2013  -

Grande Teatro Auditorium Unical (Arcavacata - CS)


Regia PAOLO GAGLIARDI ANTONIO  CONTI

Coreografie PAOLO GAGLIARDI, HELENA GOSLING, ROBERTO ALTAMURA

Recitazione BARBARA BRUNI ANTONIO CONTI

Musiche W.A. MOZART AUTORI VARI

Costumi XANTO

Luci e fonia PAOLO CARBONE

Foto e video KRONOCIAKMOVIE

Acconciature IDEE IN TESTA by BENEDETTO


Con gli allievi di DANCE PROJECT e le diplomande VERONICA ACRI, ALESSIA AIELLO, SABRINA BARBIERI, ILENIA BASILE, GIORGIA CERCHIARA, ALESSANDRA CATANZARITI