La leggenda di Narciso ed Eco racconta la storia di due opposti, Narciso incapace di guardare al di là di sé stesso ed Eco incapace di aver cura di sé stessa. Il comportamento di Narciso non è meno dannoso di quello di Eco: l’autoreferenza di Eco, incapace  di concentrarsi su se stessa e l’autoreferenzialismo di Narciso sono due facce della stessa medaglia. due facce però inesorabilmente scisse, divise. Narciso incarna l’identità assoluta che non conosce l’alterità (diverso da sé) mentre Eco è l'alterità assoluta che non conosce l’identità. Narciso sa amare solo se stesso e tiene fuori dalla sua affettività il resto del mondo, non si apre all’altro, non vuole correre il rischio di tradire se stesso. Aprirsi all’altro significa mettere in discussione il proprio modo di essere, correre il rischio di sentirsi fragile, essere alla mercé dell’altro, dipendere dall’altro, e non ultimo, senza alcuna garanzia di non essere traditi o delusi. La paura della sofferenza per l’eventuale fallimento genera la decisione di chiudersi nel proprio mondo, lasciando fuori tutti, indiscriminatamente. Per Eco il discorso è diametralmente opposto, vive l’assoluta alterità, esiste solo in funzione di ciò che prova per l’altro, e quando non viene corrisposta, la sua vita perde ogni significato, senso o scopo, non le rimane altro che lasciarsi morire. Il non riconoscimento di una propria identità, di esistere cioè a prescindere dall’altro, manca del tutto. Se non c’è comunicazione non c’è amore e se non siamo in grado di riconoscere l’amore non siamo in grado di comunicare. In un modo o nell’altro l’assenza d’amore per sè stessi o per l’Altro, non può che portarci a sparire, è solo quando l’amore per noi stessi è sano e pieno che possiamo dedicarci ad amare l’altro.

NARCISO & ECO identità & alterità

21 Dicembre 2016 - teatro A.Tieri (Cosenza)

coreografie: Paolo Gagliardi, Helena Gosling, Luca Castellano


teatro: Barbara Bruni, Antonio Conti


canto: Carmine Reda


ospiti gli allievi del Centro Studi Danza “Art Talent” diretto da Marco Savaglia.