L’Associazione Dance Project di Paolo Gagliardi presenta, rispettivamente, lo spettacolo di danza Giselle e il musical Oliver, per la regia di Paolo Gagliardi e con le coreografie dello stesso Gagliardi e di Helena Gosling. Gli spettacoli vedono impegnate le diplomande della scuola di danza Nilde Greco, Erika Guercio, Giada Mazzuca, Giada Napoli, Elena Ricci, Teresa Sesti e buona parte del cast di Bruzia Ballet Orlando Capitano, Francesco Lappano, Carmine Reda, con le ballerine Francesca Bartucci, Valentina Critandi, Rossella Greco, Margaret Ivanyuk, Ilaria Prete e Cristina Reda. Un’esperienza necessaria afferma Paolo Gagliardi - di palcoscenico, di spettacolo e di lavoro dietro le quinte, che va a chiudere e completare il percorso formativo e la preparazione artistica degli allievi. Come ogni anno, c’è grande attesa per gli spettacoli di Dance Project, il cui allestimento scenico, curato nei minimi particolari, è il coronamento di un lungo e meticoloso periodo di preparazione e di prove. E come sempre, i messaggi che il regista-coreografo intende inviare con la messa in scena di due delle opere classiche più belle e rappresentate della danza e del musical, sono intensi, coinvolgenti e di forte impatto emotivo. A cominciare dalla frase-manifesto di Ungaretti, fil rouge delle due rappresentazioni “lasciatemi così, come una cosa posata in un angolo e dimenticata” che sintetizza efficacemente le vicende di Giselle e Oliver. Giselle, protagonista della famosa vicenda romantica ideata da Gautier, nel secondo atto della rappresentazione di Gagliardi segue le orme coreografiche originali dell’opera del Maestro svedese Mats Ek regista teatrale, ballerino, coreografo, figlio della grande madre del balletto moderno Birgit Cullberg - in cui la giovane ed innocente fanciulla, dopo un ingannevole incontro con l’amore, che la rende folle, si trova rinchiusa in manicomio, incarnando così le storie e le vicende delle donne di tutte le epoche che, per amore, hanno perso la ragione, e in tempi più recenti, molto più spesso la vita. A questa vicenda fa eco quella di Oliver, il piccolo orfano protagonista dell’omonimo romanzo di Dickens che, in una rivisitazione attualizzata, incarna il prototipo dell’infanzia abbandonata, quando non alienata, violentata, sfruttata in ogni genere di turpe commercio utile a soddisfare la bieca bramosia degli adulti. Opere classiche, dunque, che nella classicità trovano però una sorprendente corrispondenza con la contemporaneità ed il groviglio irrisolto di problemi che vanno a formare l’ancora checchè se ne dica e si sbandierino i traguardi raggiunti - attuale disparitò di genere, la condizione di solitudine e di alienazione delle donne e la mercificazione fisica ed affettiva dei bambini e i cui luoghi-simbolo del manicomio, dell’orfanotrofio e della strada diventano anche spazio emblematico delle criticità più urgenti e scottanti del nostro tempo. Che grazie  alla musica, alla leggiadra gestualità della danza ed alla passione di giovani, aspiranti ancelle di Tersicore diventano, per lo spazio fisico e temporale di uno spettacolo, momento di arte e di profonda riflessione insieme. (Note di ADELE FILICE - addetto stampa della compagnia Bruzia Ballet.

OLIVER

23 giugno 2009 - Teatro A. Rendano (Cosenza)


Regia Paolo Gagliardi; Coreografie Paolo Gakliardi ed Helena Gosling; Assistenti alle coreografie Orlando Capitano e Francesca Bartucci; Canto Francesco Pignataro; Recitazione Susanne Volpentesta; Scene Rubinacci (Napoli); Costumi Xanto (Palermo); Acconciature e trucco Rosa Di Puppo (Donna Ok - Rende); Fonica Gaspare Preite; Luci Gino e Fabio Bartoletti; Assistente di scena Emilia Moldovan; Foto e Riprese Video Francesco Rimoli (Foto Ciack - Cosenza);